Blog di Napoli

22
Lug

Libri, Scanzano contro le scorie

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Un libro doppiamente coraggioso, questo ‘Fragole e uranio. Scanzano Jonico: storia di una rivolta’, edito da Palomar e scritto da Pasquale Stigliani e Francesco Buccolo (euro 18), con prefazione di Beppe Grillo. Innanzitutto perché arriva proprio quando il nucleare è tornato in auge e molti suoi ‘nemici’ storici si sono pentiti e trasformati in testimonial; poi perché guardando alle librerie, dunque considerando lo scarso appeal del tema sul grande pubblico, è senza dubbio anche questa una bella sfida.
Emerge quindi una coerenza di fondo: al coraggio dei cittadini di Scanzano si aggiunge oggi quello dei due autori (peraltro sulle barricate, all’epoca), come del direttore di collana (il giornalista e scrittore Marco Brando) e dell’editore barese: Palomar.
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22
Lug

Ambiente: un’altra bandiera nera

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Le analisi di Goletta Verde sulle acque e le coste della Campania fanno scattare un’altra bocciatura; lungomare inquinato.
‘Bandiera nera alla Campania’. Il tradizionale vessillo dei pirati, scelto dalla Legambiente come simbolo di grave negatività, è stato assegnato di nuovo alla regione per il cattivo funzionamento dei depuratori. Ma i tecnici di Goletta Verde impegnati nell’annuale campagna di monitoraggio e sensibilizzazione sullo stato di salute dei mari italiani hanno rilevato anche un grave inquinamento del Lungomare, i dati fuorinorma sono quelli relativi alla spiaggia libera della Rotonda Diaz.
I risultati dei campionamenti effettuati nelle province di Napoli e Caserta sono stati resi noti ieri da Rosario Del Giudice che, con una certa generosità, ha definito le condizioni del mare campano ’stazionarie’.
A ritirare la ‘Bandiera nera’, con apprezzabile coraggio, è stato l’assessore provinciale all’Ambiente Giuliana De Fiore.
Allarme abusivismo. Per quanto riguarda l’inquinamento delle foci dei fiumi (il primato che ha fatto meritare il drappo della vergogna), Del Giudice ha spiegato che ‘la principale causa d’inquinamento è l’abusivismo edilizio che rende i fiumi lo sversatoio di rifiuti di ogni tipo’. Ed ancora: ‘Manca la volontà politica di rendere operativo il sistema idrico integrato, cioè i depuratori, e l’inquinamento fluviale influisce ovviamente su quello del mare’.
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16
Lug

Violenze sessuali, il ‘branco’ in carcere

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Sono dei ragazzini come le loro vittime i quattro arrestati ieri a Ischia perché autori di abusi e violenze sessuali. Il fenomeno baby gang.
La Londra delle sanguinose guerre tra bande di minori, perlopiù di colore, è fortunatamente molto lontana, tuttavia Napoli e lasua provincia continuano a far scattare l’allarme criminalità minorile. Le baby gang, infatti, costituiscono un problema serio e una forte causa di invivibilità per i cittadini. Le tipologie e i modus operandi sono diversi ma tutti inquietanti, dall’assalto ai campi rom a colpi di molotov, alle sberle ai passanti (dallo scooter in corsa) sino alle aggressioni sessuali.
Come avvenne qualche mese fa al corso Vittorio Emanuele e come è avvenuto a Casamicciola, dove ieri sono scattate le manette per quattro minorenni. I ragazzini, che appartengono a famiglie ‘normali’, sono finiti in carcere perché accusati del turpe reato di ‘violenza sessuale di gruppo’.
Le voci nel paese. A far partire le prime indagini sarebbero state alcune voci che circolavano nel centro termale, luogo di residenza degli indagati. Le indagini della polizia avrebbero trovato riscontro nelle dichiarazioni della ragazzina abusata e poi anche di una sua amica, che avrebbe raccontato altri episodi di violenza e tentata violenza. I quattro minorenni che avevano ricevuto gli avvisi di garanzia il 26 giugno scorso sono stati prelevati ieri mattina dalle proprie abitazioni e condotti in diversi centri per minori della regione.
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16
Lug

Quartieri Spagnoli, servono 700 milioni

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Altri momenti di paura, ieri mattina, nei Quartieri Spagnoli, per un altro piccolo crollo nel palazzo semidistrutto venerdì.
Le polemiche e la paura. Mentre gli sgomberati di venerdì fanno sentire la loro protesta (’Ci hanno già dimenticati’), ieri ancora timori nella zona del crollo quando c’è stato un altro piccolo cedimento della parte rimasta in piedi del palazzo venuto giù la settimana scorsa. Per fortuna anche stavolta senza conseguenze per le persone (in questo caso gli operatori che stanno mettendo in sicurezza l’area).
E tra le macerie dei Quartieri emerge anche l’entità di un problema che, dopo quasi trenta anni, si credeva quasi risolto: il dopo terremoto. Infatti, l’assessore comunale alla Protezione civile, Giorgio Nugnes, nel corso della seduta dell’assise cittadina, ha chiarito che i lavori procedono e che ’sono stanziati 12 milioni di euro per finanziare 50 pratiche di lavori’. Ma non solo: servirebbero altri soldi, tantissimi soldi.
L’infinita ricostruzione. L’assessore ha pure precisato anche che i soldi sono ‘previsti e attesi da anni nell’ambito della ricostruzione postsisma del 1980 nel centro di Napoli’. E poi, candidamente, ha ammesso: ‘Le risorse per intervenire sui fabbricati del dopoterremoto ci sono, ma per risolvere il problema occorrerebbero almeno 700 milioni di euro’. Che in lire, tanto per capirsi, sarebbero all’incirca 1400 miliardi. Notizia che riaprirà il dibattito su urbanistica e politica a Napoli negli ultimi lustri.
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16
Lug

Camorra: 32 arresti, in ginocchio i Licciardi

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Trentadue arresti, altre 6 ordinanze a detenuti, beni sequestrati per 300 milioni di euro: è il bilancio del blitz contro il clan Licciardi.
Buone notizie per gli onesti: continua la guerra dello Stato contro i clan più potenti della città. Dopo aver messo in ginocchio i Mazzarella e i Contini, ieri le forze dell’ordine hanno assestato un altro durissimo colpo ad una delle famiglie storiche dell’area nord, i Licciardi, tra i fondatori del cartello criminale noto come Alleanza di Secondigliano.
Dopo l’arresto del capoclan Vincenzo, lo scorso febbraioaLicola, alle prime luci dell’alba di ieri sono state tratte in arresto 32 persone, altre 6 ordinanze di custodia sono state notificate in carcere ad affiliati già detenuti: mentre si aggrava la posizione di 6 latitanti.
Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giandomenico Lepore ed il coordinatore della Dda, Franco Roberti, hanno sottolineato il valore dei beni mobili ed immobili sequestrati al clan: circa 300 milioni di euro.
Case, negozi e fabbriche. Quello che i magistrati hanno definito ‘il più grosso sequestro di beni eseguito nei confronti di un clan’, ha fatto scattare i sigilli a decine di attività imprenditoriali: società di vario genere, imprese del settore calzaturiero, depositi, negoziemagazzini. Il vero business del clan erano però le attività immobiliari: case e fabbricati sono stati sequestrati a Napoli, in provincia, ma pure a Roma, Frosinone, in Basilicata e da Massa Carrara.
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16
Lug

No all’inceneritore, Agnano è salva

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La commissione tecnica del sottosegretario Bertolaso: la conca di Agnano non è un sito idoneo per ospitare un termovalorizzatore.
L’ultima parola spetta a Guido Bertolaso, ma dopola bocciatura dei tecnici della commissione nominata da lui ‘Agnano sito non idoneo’ appare piuttosto improbabile che il sottosegretario all’emergenzarifiuti possa confermare la sciagurata scelta del Comune di Napoli. Il termovalorizzatore di Napoli, dunque, quasi certamente si dovrà fare da un’altra parte.
Ad indicare la conca vulcanica dell’area flegrea era stato il sindaco Rosa Russo Iervolino, come previsto dal decreto legge. E l’indicazione giunta da Palazzo San Giacomo era apparsa subito infelice. Immediate le reazioni critiche arrivate da ogni parte, anche all’interno della stessa maggioranza. Pochi i difensori dell’ipotesi Agnano, perlopiù ‘d’ufficio’ o assessori della giunta, moltissimi i contrari. E ferma è stata pure la risposta dei cittadini.
Una conca vulcanica. Secondo le prime notizie, i tecnici avrebbero rilevato innanzitutto il problema dell’orografia del territorio: le alti pareti vulcaniche (anche 200 metri) avrebbe creato seri problemi di ‘areazione’ e di ‘dispersione delle emissioni’. I costi di realizzazione sarebbero dunque stati sensibilmente più elevati. I difensori di Agnanopoi, nelle scorse settimane, avevano ricordato la forte vocazione turistica della zona, anche per la presenza delle antiche terme vulcaniche (frequentate da duemila anni) edella bellissima oasi del Wwf.
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16
Lug

Libri: l’esoterismo europeo

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E’un vero e proprio viaggio nell’esoterismo europeo quello realizzato dallo studioso napoletano Massimo Marra per la casa editrice Mimesis, un itinerario che ruota intorno ad una figurachiave: René A. Schwaller De Lubicz, ovvero l’uomo che fu allievo di Matisse nella Parigi della Belle époque, amico e maestro di poeti ed artisti, alchimista ed occultista, studioso di geometria pitagorica e simbolica, teorico di una filosofia erotica dell’eccesso, studioso di egittologia e maestro di un gruppo di studiosi eretici e spiritualisti.
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16
Lug

Caccia a ‘Khomeini’ ex killer della camorra

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Ha ucciso ancora e lo cercano innanzitutto in Campania, ma sinora di Michelangelo D’Agostino nessuna traccia. Una vita da criminale.
Una vita criminale spiegata da due soprannomi: ‘Khomeini’ eil ‘Killer dei cento giorni’ (per i ben 15 omicidi in soli tre mesi). Michelangelo D’Agostino, 53anni, accusato di aver uccisoduegiorni fa Mario Pagliari, 64 anni, il titolare di uno stabilimento balneare in un parco pubblico di Pescara, non è noto soltanto per essere stato un affiliato alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Nel suo passato il pentimento, dopo una serie di omicidi e rapine, e le infami accuse rivolte al presentatore televisivo Enzo Tortora. Nell’ottobre del ‘97, quando da collaboratore di giustizia in regime di semilibertà fu inviato in Piemonte, portò a termine due rapine in rapida successione.
Inseguito dai carabinieri, iniziò una folle corsa per le strade di Torino fino ad andare a schiantarsi controunsemaforo alla periferia della città. Mamma e bimba in ostaggio In quell’occasione D’Agostino, da autentico criminale, dopo aver sparato contro i carabinieri prese in ostaggio tre persone, tra cui una donna che spingeva la carrozzina con il figlioletto. Alla fine si arrese, ma solo dopo essere stato ferito con due colpi di pistola.
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12
Lug

Napoli, crolla edificio in centro, i lavori non erano autorizzati

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Un palazzo di cinque piani ha ceduto tra i vicoli dei Quartieri spagnoli. La struttura era disabitata e in ristrutturazione, ma si scava lo stesso sotto le macerie.
Un tonfo sordo. Una nube di polvere e detriti. Un’ala di un edificio di 5 piani in pochi secondi si è sgretolato nel groviglio di viuzze dei Quartieri spagnoli nel ventre molle di Napoli. Un dramma che per poco non si è trasformato in tragedia anche se mancherebbero all’appello cinque manovali di nazionalità ucraina che stavano lavorando all’interno della struttura senza autorizzazione. Accade alle ore 16 in via Portacarrese a Montecalvario, strada di bassi e botteghe di fortuna. Prima lo scricchiolio poi le vibrazioni e infine il crollo. Un’intera ala dell’edificio disabitato e puntellato (all’interno ma non all’esterno) dal terremoto del 1980 si accartoccia su sè stesso finendo addosso ad un palazzo di fronte trascinando e sradicando con violenza impressionante quattro balconi ed altrettante finestre.
Si diffonde la ‘voce’ di una famiglia di filippini dispersa ma fortunatamente non è così: non erano in casa al momento dello schianto. Subito scattano i soccorsi. Le squadre dei vigili del fuoco però, arrivati in quel dedalo di vicoli, sono ostacolati dalle auto in sosta selvaggia, dai paletti abusivi, dalle bancarelle. La protezione civile insieme ai carabinieri e la Finanza creano un cordone da via Toledo.
La nube di polvere costringe qualche anziano ad affidarsi alle cure del ‘118′. Mentre i tecnici del Comune ed i pompieri svolgono i sopralluoghi ed evacuano gli abitanti - tra loro disabili e anziani - che si trovavano negli edifici adiacenti, un’altra parte della palazzina cede di botto, sprofondando.
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9
Lug

Assalto a coppia in auto un morto nel Napoletano

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Si era appartato in auto con un’amica in una strada isolata di Castellammare di Stabia, nel Napoletano. Verso le due di notte Raffaele Gargiulo ha visto due persone armate avvicinarsi minacciose, e ha subito messo in moto la sua Renault Clio cercando di sfuggire ai rapinatori.
Tentativo vano. L’uomo, 38 anni, è stato colpito da un proiettile sotto l’ascella e ha perso il controllo dell’auto, che è finita in un fosso profondo circa tre metri. A salvare la donna che era con lui, una ragazza sulla trentina di Castellammare, sarebbero stati due alberi che hanno attutito la caduta del mezzo nella scarpata.
I due rapinatori sono subito fuggiti lasciando un’unica traccia, un bossolo di proiettile calibro 7,65. Via Quisisana, il luogo dell’omicidio, è la strada che da Castellammare porta al Monte Faito. La zona, ricca di vegetazione e praticamente disabitata, è una delle mete preferite dalle coppiette. E infatti poco prima, non lontano dal luogo dell’omicidio, erano state rapinate altri quattro giovani. Magro il bottino: telefoni cellulari e piccole somme di denaro. La polizia crede che gli aggressori delle due coppie siano gli stessi che hanno ucciso Gargiulo.
Pochi gli indizi nelle mani degli agenti dopo le testimonianze dei quattro findanzati: sembra che solo uno dei due avesse il volto coperto da un passamontagna e impugnasse una pistola. Ma la polizia sta vagliando anche un’altra ipotesi circa la dinamica dell’omicidio. Forse i rapinatori avevano puntato la macchina della ragazza che si era appartata con Gargiulo, parcheggiata qualche metro più avanti della Clio. L’uomo, accortosi del tentativo di furto, potrebbe aver acceso la sua auto (per avvicinarsi o per scappare) richiamando l’attenzione dei due malviventi.
La salma di Raffaele, nel frattempo, è stata trasportata all’obitorio per l’autopsia. Gargiulo abitava a Lettere, era sposato e lascia due figlie di 122 e 10 anni. Aveva festeggiato il compleanno solo cinque giorni fa e possedeva un piccolo deposito di prodotti alimentari che distribuiva porta a porta ai negozianti della zona. «Una persona perbene, un uomo onesto, amante del suo lavoro», ripetono in coro parenti e amici. «Amava la famiglia e per nessuna ragione avrebbe meritato una morte così crudele», dice Francesco, uno dei cugini.
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