Mozzarella, per l’UE non c’è pericolo
Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo e addentare un’aversana di mezzo chilo, che il problema non è più la mozzarella di bufala, ma il caciocavallo Dop: da ieri il formaggio silano è sulla lista nera degli importatori americani. Disdetto il contratto di fornitura di formaggio stipulato da un’azienda statunitense con un caseificio di Montesano sulla Marcellana (Salerno). Motivo, manco a dirlo, è il sospetto che il latte utilizzato possa essere contaminato dalla diossina.
Ieri è stato il giorno più lungo per la specialità campana, la cui genuinità è messa a dura prova dai sequestri di foraggio e latte contaminato. Dopo la psicosi che ha portato al blocco dell’import in Asia (Giappone, Sud Corea) a maggiori controlli in Europa (Germania, Belgio), ieri mattina l’Unione Europea che pure aveva minacciato l’embargo totale in caso di strafottenza italiana, è tornata decisamente sui suoi passi.
Palazzo Chigi, opportunamente pungolato dalla Ue si è mosso in maniera incisiva. E da Bruxelles sono finalmente arrivate parole positive. Insomma, la Commissione si è detta soddisfatta per le misure assunte dall’Italia. «Non ci sono ragioni per precedere ulteriormente a livello Ue», ha affermato Nina Papadoulaki, portavoce del Commissario alla Sanità Androula Vassiliou, secondo la quale «prossimamente» tutto tornerà alla normalità.
L’annuncio del ritiro dei prodotti non a norma è stato dato ieri mattina, proprio da Napoli, dal vice premier Massimo D’Alema. «Il governo adotterà le misure concordate con l’Ue per ritirare dal mercato i prodotti che risultano essere non a norma per restituire certezza ai consumatori italiani e stranieri».
E stavolta la Francia, con la quale l’Italia ha spesso incrociato la sciabola sul fronte alimentare, dal vino alle acciughe, è costretta a rimangiarsi frettolosamente il blocco delle importazioni dall’Italia. Una decisione politica: in ballo c’è anche lo sblocco del commercio dei bovini francesi, deciso dal nostro governo dopo la micidiale epidemia di ‘lingua blu’.
Quattro chili di bufala a settimana: questa la quantità di mozzarella contaminata che bisognerebbe mangiare per avere effetti negativi per la salute, stando ai tecnici della Ue. Stando così le cose, è ipotizzabile entro fine settimana un ritorno alla normalità nelle esportazioni, il cui blocco è costato - calcola Coldiretti - mezzo milione d’euro al giorno. Attualmente in Europa sono stati intensificati i controlli in Belgio, Germania e Portogallo. Per ora ’si fidano’ delle analisi di routine la Spagna e l’Inghilterra. In Asia è la Russia ad aver intensificato le verifiche, Singapore invece ha fermato le merci alla dogana, mentre la Corea, prima ad annunciare il blocco in entrata di tutti i formaggi campani, ha iniziato il dietrofront (al bando la sola mozzarella). Il Giappone, dopo due giorni ha sbloccato le merci campane: ieri è arrivato il nulla osta. Esultano il premier, Romano Prodi e il segretario del Pd, Walter Veltroni, mentre Silvio Berlusconi replica: «Dio solo sa quanto tempo ci vorrà per rimediare».
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 29 Marzo 2008





















