Mozzarelle, psicosi da diossina, Tokyo non si fida
Dopo il blocco delle importazioni da parte della Corea del Sud è scattata l’allerta. In Giappone controlli più rigorosi dei prodotti fermi in dogana. De Castro: allarme eccessivo.
La mozzarella campana diretta in Giappone è ferma alla dogana di Tokyo per accurati controlli disposti dal governo nipponico. Dopo il no all’importazione giunto dalla Corea del Sud, le notizie sulla presenza di diossina nel latte di bufala, hanno rallentato l’invio di mozzarella di bufala in Giappone da parte dei 12 caseifici dell’area Dop che la esportano a Tokyo.
«Si tratta di poche migliaia di chili di mozzarella di bufala dop - precisa il presidente del Consorzio tutela mozzarella di bufala campana dop, Franco Consalvo - arrivate a Tokyo alla fine della settimana scorsa. Le analisi potranno durare ancora qualche giorno, il governo giapponese sta facendo solo il suo dovere».
Nessun blocco dell’importazione da parte del Giappone, dunque, come si era ipotizzato in un primo momento, ma soltanto scrupolosi controlli dovuti all’allarme lanciato dai media in tutto il mondo.
Insomma, per ora, il business milionario è salvo: l’export verso il Giappone di mozzarella di bufala campana nel 2005 si attestava sui 329mila chili per un valore commerciale di 2, 3 milioni di euro. «Le indagini in corso in Campania - conclude Consalvo - dimostrano che i controlli ci sono, funzionano e garantiscono il consumo sicuro della mozzarella di bufala».
Il Consorzio precisa, inoltre, che la diossina presente nella mozzarella di bufala prodotta da alcuni degli allevamenti campani sottoposti a controllo giovedì scorso si assesterebbe tra i 6,2 e i 6,8 picogrammi (milionesimi di milioni di grammi) per grammo di grasso. Lo ’sforamento’ rispetto ai limiti massimi consentiti (6 picogrammi per grammo di grasso), seppur presente, sarebbe dunque minimo e in un numero di aziende esiguo rispetto al totale dei produttori.
Gli allarmismi, dunque, sarebbero ingiustificati, così come afferma anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che teme un ‘effetto psicosi’ simile a quello registrato per la ‘mucca pazza’. Intanto l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Napoli, Francesco Emilio Borrelli ha scritto una lettera agli ambasciatori della Corea del Sud e del Giappone, auspicando «una marcia indietro da parte dei governi dei due paesi asiatici», che hanno messo al bando la mozzarella di bufala (nel caso della Corea del Sud) o che starebbero pensando di farlo (nel caso del Giappone).
«Non ci siano dati certi sulla presenza di diossina nel prodotto - scrive Borrelli - . Pertanto, ogni azione che tende a limitare o impedire le importazioni non ha fondamento ed è un atto gravissimo nei confronti dei nostri territori». Il ministro Paolo De Castro, che grida all’allarme eccessivo, ha avviato i contatti con i governi coinvolti nei blocchi.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 26 Marzo 2008





















