Napoli, crolla edificio in centro, i lavori non erano autorizzati
Un palazzo di cinque piani ha ceduto tra i vicoli dei Quartieri spagnoli. La struttura era disabitata e in ristrutturazione, ma si scava lo stesso sotto le macerie.
Un tonfo sordo. Una nube di polvere e detriti. Un’ala di un edificio di 5 piani in pochi secondi si è sgretolato nel groviglio di viuzze dei Quartieri spagnoli nel ventre molle di Napoli. Un dramma che per poco non si è trasformato in tragedia anche se mancherebbero all’appello cinque manovali di nazionalità ucraina che stavano lavorando all’interno della struttura senza autorizzazione. Accade alle ore 16 in via Portacarrese a Montecalvario, strada di bassi e botteghe di fortuna. Prima lo scricchiolio poi le vibrazioni e infine il crollo. Un’intera ala dell’edificio disabitato e puntellato (all’interno ma non all’esterno) dal terremoto del 1980 si accartoccia su sè stesso finendo addosso ad un palazzo di fronte trascinando e sradicando con violenza impressionante quattro balconi ed altrettante finestre.
Si diffonde la ‘voce’ di una famiglia di filippini dispersa ma fortunatamente non è così: non erano in casa al momento dello schianto. Subito scattano i soccorsi. Le squadre dei vigili del fuoco però, arrivati in quel dedalo di vicoli, sono ostacolati dalle auto in sosta selvaggia, dai paletti abusivi, dalle bancarelle. La protezione civile insieme ai carabinieri e la Finanza creano un cordone da via Toledo.
La nube di polvere costringe qualche anziano ad affidarsi alle cure del ‘118′. Mentre i tecnici del Comune ed i pompieri svolgono i sopralluoghi ed evacuano gli abitanti - tra loro disabili e anziani - che si trovavano negli edifici adiacenti, un’altra parte della palazzina cede di botto, sprofondando.
Urla, scene di panico, fuggi fuggi della gente, persone colte da malore: è il caos. Solo in tarda serata le squadre dei vigile del fuoco con il supporto dei bobcard, unità cinofila e sensori termici (rilevano fonti di calore e l’eventuale presenza di qualcuno rimasto sotto le pietre) hanno iniziato la rimozione delle macerie proseguendo il lavoro tutta la notte. Intanto dopo un primo sopralluogo il Comune di Napoli svela un altro aspetto inquietante: l’ufficio sicurezza aveva ‘proibito la frequentazione’ del vecchio edificio, invece il proprietario, al momento irreperibile, ha deciso, ‘di iniziare i lavori per i quali non c’era Dia nè alcuna autorizzazione’. Lavori che secondo quanto appurato erano effettuati in nero.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 12 Luglio 2008





















