Rifiuti, la politica divisa sul giro di vite
Napoli, la tregua armata lascia spazio al dibattito. Giusto intervenire con ogni mezzo necessario? Berlusconi apre al dialogo con i ‘ribelli’ delle discariche ma non arretra. Maroni: dico no all’impiego dell’esercito e l’opposizione incalza. Veltroni: «Ci opponiamo all’uso della forza. Va ristabilito il principio della solidarietà».
L’idea dei militari in mimetica contro la gente che tenta di tener lontano le discariche dalle loro case non piace neppure a Roberto Maroni. Il ministro leghista non è d’accordo ad impiegare l’esercito in funzione di tutela dell’ordine pubblico nell’emergenza rifiuti in Campania anche perché «polizia e forze dell’ordine sono in grado di garantire l’ordine pubblico», precisa il ministro. Anche perché «diverso è l’uso dell’esercito per presidiare siti come è stato in Sicilia per la missione Vespri siciliani».
Gli scontri a Napoli tra cittadini e forze dell’ordine continuano a far discutere. Il pugno duro solleva critiche anche tra la maggioranza, ma a puntare il dito contro il braccio di forza del governo è soprattutto l’opposizione. Non è d’accordo al muro contro muro il leader del Pd, Walter Veltroni che precisa: «Se si è presa questa determinazione, è chiaro che va rispettata, però, bisogna cercare di evitare l’uso della forza il più possibile. Il problema - sostiene ancora Veltroni - si risolve con il senso di responsabilità di tutti. Ma si deve spezzare quello che è il filone principale di tutti gli atteggiamenti ideologici: dire di no perché la cosa riguarda me e il mio giardino». «Se non si ristabilisce un principio di solidarietà - aggiunge - non c’è comunità che possa stare insieme. Ed è l’inizio della fine».
Nella giornata di tregua siglata tra il sottosegretario Guido Bertolaso e gli amministratori dei territori che dovrebbero ospitare le dieci discariche, è proprio l’impiego dell’esercito a tenere banco. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commentando la crisi dei rifiuti a Napoli, ha aggiunto che «le forze armate potrebbero svolgere attività di ‘ausilio’ per presidiare il territorio e, comunque, nei limiti delle funzioni che possono assolvere».
Seppure confermando di «non aver fatto salti di gioia» sull’impiego delle forze armate nei siti scelti per le nuove discariche. Sulla questione, in serata, è arrivata anche la risposta del premier Silvio Berlusconi. «Sono pronto ad ascoltare quello che hanno da dire le comunità locali, cittadini e sindaci, purché sia concreto- ha precisato - ma non ci sarà nessun cedimento visto che alternative a quel piano non ci sono».
Insomma, nessun passo indietro, promette Berlusconi, che per costruire i termovalorizzatori in fretta tra pochi giorni promette una gara privata.
Intanto il tavolo di confronto e dialogo avviato dal sottosegretario Guido Bertolaso, ha regalato ieri un giorno di tregua al presidio antidiscarica di Chiaiano. In attesa dell’arrivo dei tecnici che dovrebbero effettuare i rilievi per certificare la conformità dell’ex cava di tufo, sul posto sono rimaste alcuni piccoli gruppi di persone, mentre qualcuno ha provveduto a ripulire la zona dai vetri che erano rimasti a terra. Resta, però, la barricata di cassonetti, che dovrebbe essere rimossa per consentire l’ingresso oggi alle sette dei tecnici per l’avvio dei carotaggi nelle cave destinate a ospitare la discarica. Le forze dell’ordine, presenti nella zona, continuano a monitorare la situazione, mentre i sindaci lanciano appelli alla popolazione per cercare di tranquillizzare tutti.
Bertolaso: vi prego fate entrare i tecnici
«Vi prego domani fateci entrare tranquillamente a Chiaiano». È l’appello del sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, rivolto ieri sera ai manifestanti che prestano contro l’apertura della discarica dalle telecamere di ‘Porta a Porta’. «I tecnici dovranno entrare nella cava - aggiunge Bertolaso- Io dico ai manifestanti siate diffidenti, ma lasciatemi lavorare: fra venti giorni tireremo le somme e sarà tutto trasparente’. Il timing del piano del sottosegretario prevede anche lo stop ai viaggi dei treni per la Germania entro l’estate, due discariche, quelle di Savignano Irpino e Sant’Arcangelo Trimonte, operative entro metà giugno e venti giorni di tempo per arrivare ad un verdetto definitivo sull’idoneità o meno dell’ex cava di Chiaiano per uscire dall’emergenza rifiuti.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 27 Maggio 2008





















