Blog di Napoli

16
Lug

Camorra: 32 arresti, in ginocchio i Licciardi

Posted By admin nella categoria Cronaca.

Trentadue arresti, altre 6 ordinanze a detenuti, beni sequestrati per 300 milioni di euro: è il bilancio del blitz contro il clan Licciardi.
Buone notizie per gli onesti: continua la guerra dello Stato contro i clan più potenti della città. Dopo aver messo in ginocchio i Mazzarella e i Contini, ieri le forze dell’ordine hanno assestato un altro durissimo colpo ad una delle famiglie storiche dell’area nord, i Licciardi, tra i fondatori del cartello criminale noto come Alleanza di Secondigliano.
Dopo l’arresto del capoclan Vincenzo, lo scorso febbraioaLicola, alle prime luci dell’alba di ieri sono state tratte in arresto 32 persone, altre 6 ordinanze di custodia sono state notificate in carcere ad affiliati già detenuti: mentre si aggrava la posizione di 6 latitanti.
Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giandomenico Lepore ed il coordinatore della Dda, Franco Roberti, hanno sottolineato il valore dei beni mobili ed immobili sequestrati al clan: circa 300 milioni di euro.
Case, negozi e fabbriche. Quello che i magistrati hanno definito ‘il più grosso sequestro di beni eseguito nei confronti di un clan’, ha fatto scattare i sigilli a decine di attività imprenditoriali: società di vario genere, imprese del settore calzaturiero, depositi, negoziemagazzini. Il vero business del clan erano però le attività immobiliari: case e fabbricati sono stati sequestrati a Napoli, in provincia, ma pure a Roma, Frosinone, in Basilicata e da Massa Carrara.

‘Pino bei capelli’. La figura chiave dell’inchiesta della Dda è Giuseppe Barbato, 34 anni, detto ‘Pino bei capelli’, ritenuto il cassiere dell’organizzazione che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato l’uomo di fiducia del boss Vincenzo Licciardi. Le indagini della Finanza hanno accertato che molte delle società riconducibili al clan erano intestate alla madre, Teresa Tufano. Dopo il blitz di ieri la geografia criminale della città vede dunque in gravi difficoltà anche l’Alleanza di Secondigliano, ormai ridotta ai clan Mallardo, Contini e Licciardi, questi ultimi duramente colpiti.

Fonte: Quotidiano City del 10 Luglio 2008

Leave a Reply