Blog di Napoli

20
Giu

Ergastolo per la camorra di Gomorra

Posted By admin nella categoria Cronaca.

La sentenza d’appello del processo Spartacus conferma i 16 ergastoli per i vertici della più potente organizzazione criminale europea, la camorra casertana.
NAPOLI. Era attesa come un momento storico nella lotta alla criminalità organizzata campana. Centinaia di giornalisti italiani e stranieri, l’intero quartiere del carcere di Poggioreale, al cui interno c’è l’aula del processo, blindato e controllato con le massime misure di sicurezza (tiratori scelti sui tetti, tombini sigillati, vigilanza armata in strada). La sentenza che conferma i 16 ergastoli di primo grado contro il clan dei casale si è arrivata ieri ed è un duro colpo per la Gomorra descritta dal libro di Roberto Saviano.
La guerra di Spartacus. Ignorata per decenni e trattata come una faida locale la guerra di camorra scoppiata per la successione al boss Antonio Bardellino che a metà degli anni ‘80 fece 256 morti è diventata un caso mediatico grazie al libro e alle vicende dello scrittore, presente ieri in aula. Il processo Spartacus, il più grande mai celebrato contro la criminalità organizzata, con numeri maggiori rispetto al maxi processo contro la mafia (508 testimoni, 3187 pagine in 550 faldoni, 95 condanne per 750 anni di carcere, 50 udienze per la requisitoria d’accusa, 108 per le arringhe di difesa), ne ha ieri fissato, di nuovo, i colpevoli.

La sentenza. Confermati tutti i 16 ergastoli inflitti in primo grado ai boss del clan dei Casalesi (altri 5 erano stati patteggiati a 30 anni) per i 16 omicidi contestati. Tra le altre, la Corte ha confermato le condanne per Francesco ‘Sandokan’ Schiavone, Francesco Bidognetti entrambi già in carcere, il secondo, pare, prossimo al pentimento e i latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine, i quattro massimi esponenti delle famiglie della camorra casertana. Confermato tutto l’impianto accusatorio. Gomorra però ancora prospera. Troppo.
Sandokan, Cicciotto, il Ninno e Zagaria. Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’, non era in aula, ieri. Si era ribellato alle riprese tv due giorni fa: ‘Non sono una fiera da gabbia’. Il carcere a vita potrebbe segnare il declino del suo impero. In carcere c’è anche Francesco Bidognetti ‘Cicciotto ‘e mezzanotte’, l’anello più debole della camorra casertana, capo della famiglia che conta il maggior numero di pentiti e al centro degli omicidi di questi mesi, nati forse per ritorsione. Restano latitanti, tra i 30 più ricercati d’Italia, Antonio Iovine ‘il ninno’ (con sua moglie) e Michele Zagaria, salvato da una soffiata meno di un mese fa. Contro di loro la polizia ha istituito una squadra speciale di 30 investigatori e 54 agenti che presidiano il territorio di Casal di Principe.

Roberto Saviano: siamo solo all’inizio. ‘Questa sentenza ha un significato culturale, oltre che giudiziario. Il mio pensiero va a tutti i caduti che in questi anni ed ai magistrati che sono stati in prima linea nel silenzio dei massmedia. È importante che si stia parlando molto dei casalesi, ma è anche importante comprendere che non si tratta di solo di un processo del Sud o di un processo all’ala criminale del clan ma di un’ apertura su un mondo imprenditoriale potentissimo, riguarda anche il nord Italia. I meccanismi più insidiosi, come hanno dimostrato le inchieste, sono quelli economici. Ci sono gli altri tronconi del processo che riguardano i colletti bianchi e i rapporti con la politica, e c’è anche il rischio di prescrizione per molti reati. Siamo appena all’ inizio’. (A cura di Fulvio Fiano).

Fonte: Quotidiano City del 20 Giugno 2008

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