Blog di Napoli

15
Mag

Rom in fuga dai campi di Napoli

Posted By admin nella categoria Cronaca.

È caccia ai nomadi a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli. Nell’arco di due ore gang organizzate seminano il terrore in via Malibran e via Argine. I teppisti ‘armati’ di molotov attaccano con strategia militare gli accampamenti lasciati vuoti dai nomadi. Versano con delle taniche la benzina e poi lanciano le bottiglie incendiarie.
Le lingue di fuoco divorano e distruggono tutto quello che incontrano. Il fumo denso avvolge il dedalo di strade. L’arria è irrespirabile. Il primo blitz è alle 13 e 20: tre giovani a volto coperto penetrano dentro le catapecchie cospargono il liquido infiammabile e poi fuggono in sella ad uno scooter. Una famigliola di rom riesce a stento a fuggire via. Le squadre dei vigili del fuoco accorrono in pochi minuti precedute dagli agenti del commissariato Ponticelli.

Le fiamme sono alte almeno 20 metri. I residenti si radunano a pochi metri dal rogo. I poliziotti ordinano di allontanarsi: «Ci sono le bombole del gas». Loro non indietreggiano anzi rilanciano: «Vogliamo essere sicuri che brucia tutto», sbotta una donna. E i ‘teppisti’ hanno colpito ancora in un altro campo quello di via Argine. Scatta un nuovo allarme. I pompieri si spostano. Le fiamme sono ancora più alte. Man mano che il fuoco incenerisce tutto, un gruppo di persone applaude e fa festa. La Digos scatta foto e filma le scene di giubilo. Guardando ai fatti, i nomadi di Ponticelli, entro poche settimane avrebbero dovuto comunque sloggiare. Il ‘Piano di recupero urbano’ prevede che su quell’area sorgano un centinaio di alloggi di edilizia privata e sociale, un parco verde e arredo urbano. Ora però è corsa contro il tempo: la dead line del progetto è il 4 agosto, se non sarà avviato il cantiere, addio soldi pubblici. Rischierebbe di andare in fumo un affare da 70 milioni di euro, un business come non se ne vedevano da tempo a Napoli sul fronte edilizio, con 10 aziende candidate a costruire gli alloggi.

Fonte: Quotidiano Il FIrenze del 15 Maggio 2008

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