La Confederazione degli agricoltori lancia l’allarme: la criminalità organizzata ha messo le mani anche sulle campagne.
Un agricoltore su tre ha subìto e subisce gli effetti della criminalità organizzata; oltre cento i reati che si consumano ogni giorno nelle campagne, in particolare in Campania e nelle regioni del Sud. La denuncia della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, in occasione della firma di un protocollo d’intesa per la fornitura di servizi previdenziali, fiscali e organizzativi ai soci dell’associazione di DonCiotti ‘Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie’.
Un allarme che non cogli certo di sorpresa, soprattutto nelle province campane, dove i clan della camorra hanno messo le mani su ogni cosa da molto tempo e, in particolare, nel Napoletano e nel Casertano, dove proprio le zone agricole sono oggetto delle attenzioni delle cosiddette ecomafie per la loro attività principale: le discariche abusive.
Il saccheggio dei clan. Furti di attrezzature e mezzi agricoli, il racket, l’abigeato, ma anche usura, estorsioni, macellazioni clandestine, danneggiamento alle colture, aggressioni, truffe nei confronti dell’Unione europea, ‘caporalato’ e, ovviamente, il traffico dei rifiuti velenosi con le migliaia di sversatoi illegali che inquinano le coltivazioni e dunque tutta la catena alimentare. ‘Gli agricoltori si legge nella nota dell’organizzazione sono sempre più terrorizzata dalla camorra, dalla mafia, dalla ‘ndranghetaedalla sacra corona unita’.
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